
Certificati: istruzioni per l'uso.
Quante volte ci siamo trovati di fronte ad Amministrazioni pubbliche che ci hanno chiesto informazioni sul nostro conto di cui già erano in possesso? Le storie si sprecano e talvolta fanno anche sorridere come quella che ci ha raccontato un “addetto ai lavori” al quale è capitato di trovarsi nella circostanza di dover produrre un certificato di laurea dopo essere risultato vincitore di concorso.
Sono trascorsi circa 15 anni dalle cosiddette Leggi Bassanini che hanno dato nuovo impulso alle autocertificazioni: molto è cambiato ma c’è tanto ancora da fare per semplificare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.
La questione merita di essere approfondita partendo da un dato: tra certificati di residenza o di esistenza in vita, stati di famiglia, estratti di nascita o di matrimonio nel nostro Paese ogni anno vengono ancora richiesti 18 milioni di certificati di cui 13 sono inutili.
Nel 1996 venivano rilasciati ben 70 milioni di certificati diventati 35 milioni nel 2000. Dalla prima legge Bassanini (era il 1997) e i successivi decreti sulla “semplificazione amministrativa”, dunque, l’autocertificazione ha prodotto risultati importanti. Basti pensare al risparmio di tempo e denaro per i cittadini (per avere, ad esempio, un semplice certificato sullo stato civile) e di carta per la pubblica amministrazione.