
Esiste da cinque anni, ma la legge che tutela gli acquirenti delle case in costruzione è ancora largamente disapplicata. Mancano controlli e sanzioni. E la norma sembra sconosciuta persino alle istituzioni. Lo sanno bene le vittime dei fallimenti delle imprese e delle cooperative edili. Migliaia di famiglie che dopo avere versato acconti su acconti hanno perso tutto: i soldi anticipati e la casa.
La denuncia Assocond-Conafi
Mentre il mercato immobiliare perde colpi e si impenna il rischio di fallimento dei costruttori, la situazione è ancora in stallo. Lo denuncia Assocond-Conafi, punto di riferimento sulla disapplicazione della legge 210/04 e del decreto legislativo 122/05. E che ora, assieme alle associazioni dei consumatori torna alla carica con una lettera aperta indirizzata a 5 istituzioni, invitandole a intervenire.
La situazione è da Far-West. L’associazione ricorda che l’obbligo di dare all’acquirente una fideiussione a garanzia degli anticipi è eluso nel 70% delle nuove costruzioni. La violazione della legge è al 95% al Sud, all’85% al Centro e al 55% al Nord.
Il mancato rilascio della fideiussione dipende soprattutto da due elementi: l’enorme evasione fiscale che caratterizza il comparto e l’inaffidabilità delle imprese agli occhi delle banche, che rifiutano di prestare la garanzia. Il costruttore/venditore che non consegna automaticamente la fideiussione, insomma, è l’ultimo a cui affidare i propri soldi. Il problema è che l’esistenza di questa forma di tutela è poco conosciuta e la campagna informativa contemplata dalla legge non è mai partita.
Oltre a prospettare la rovina di migliaia di acquirenti già in attesa del completamento della costruzione, il mancato rilascio della fideiussione impedisce di alimentare il Fondo istituito presso la Consap (Concessionaria servizi pubblici assicurativi Spa) per indennizzare equamente le 12.071 famiglie travolte dai fallimenti precedenti alla legge. Le richieste depositate 2 anni fa ammontano quasi a 800 milioni di euro, ma al 31 marzo scorso il Fondo ha accumulato meno di 36 milioni di euro. Disponibilità a parte, a 22 mesi dal termine di presentazione tutto tace: la Consap non ha ancora comunicato l’esito delle richieste.
Un’altra grave violazione della legge riguarda il mancato rilascio da parte del costruttore della polizza decennale a garanzia dei difetti dell’immobile. All’indifferenza degli edili si somma la scelta delle compagnie assicurative, che diffondono polizze limitate a garantire soltanto le strutture portanti della costruzione.
Cosa prevede la normativa
Acconti in salvo. Il costruttore deve consegnare all’acquirente la fideiussione che in caso di fallimento dell’impresa garantisce la restituzione degli acconti versati prima del rogito.
Fondo di solidarietà. Una parte del valore della fideiussione alimenta il Fondo di solidarietà destinato a risarcire le famiglie travolte dai fallimenti prima dell’entrata in vigore della legge.
Polizza decennale. Il costruttore deve consegnare all’acquirente una polizza assicurativa decennale sugli eventuali difetti dell’immobile.
Le richieste della lettera aperta
Al Parlamento
Adeguare la normativa con la previsione di un sistema sanzionatorio.
Al ministro ad interim dello Sviluppo economico, Silvio Berlusconi
Controllare, nelle ispezioni ministeriali alle cooperative, anche il rispetto della normativa di tutela degli acquirenti (fideiussione e polizza).
Alla Consap
Realizzare la campagna informativa nazionale e completare l’istruttoria sulle richieste di indennizzo ferme da due anni.
All’Ania
Favorire tra le compagnie di assicurazioni la diffusione di polizze decennali conformi alla legge di tutela.
All’Antitrust
Avviare un’indagine per accertare se la disapplicazione delle norme da gran parte delle imprese edili sia un caso di pratica commerciale scorretta, ai danni delle imprese oneste e dei cittadini.