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A cura della Regione Emilia-Romagna e de "Il Salvagente"
in collaborazione con le Associazioni dei consumatori.
 
 

dalle Associazioni

 
Ragazza immersa nel sonno

Il materasso giusto


(08/07/2011)

Come scegliere un materasso a misura... di mal di schiena.

 



Immagine d'epoca con vecchi materassi: ora di cambiare!
Quando cambiare è necessario

Il materasso, è provato, deve essere sostituito ogni 12-15 anni perché con il tempo alcuni materiali si degradano. Il lattice, per esempio, dopo un po’ perde la resistenza agli urti (resilienza) e le fibre tendono a scomporsi, soprattutto se il letto è vicino a una finestra in pieno sole. Ma anche i modelli in poliuretano e a molle vanno cambiati.

I materassi di cotone o lana hanno un problema in più: gli umori e l’umidità che, negli anni, il corpo rilascia nelle fibre sottostanti. Sicché, anche chi ha l’accortezza di arieggiare adeguatamente i materassi, prima o poi deve fare i conti con il loro “fine vita”. Che si traduce in sonni disturbati e risvegli con il mal di collo, dolori alla schiena e  “testa pesante”. 

 

Sezione di un tipo di materasso a molle
La natura sotto la schiena

Comodi, igienici, anatomici, termoregolati, i materassi possono essere oggi di vari tipi: lattice naturale, cotone, pura lana, a strati di varia composizione, in microfibre di nuova generazione e a molle, tradizionali o insacchettate.

Vediamone le caratteristiche.

Il lattice. Derivato naturale del caucciù, è miscelato a una parte di resine sintetiche per dare stabilità alle fibre. Traspirante, anallergico e resiliente, non dà cariche elettrostatiche. Di origine vegetale, alla pari del cotone non trattiene acari e batteri.

La lana. La pura lana vergine nel materasso è un antico ritrovato. È traspirante e ottima regolatrice della temperatura corporea.

Il cotone. Associato al futon giapponese, ha fibre grezze contenute, a strati, all’interno di una fodera cucita e trapuntata. La parola futon significa “materasso che si arrotola” ed è ciò che avviene ogni mattina nelle case giapponesi, dove il materasso è arrotolato e riposto per la notte successiva. Il cotone può essere di vari spessori ed è spesso associato a strati di altri materiali naturali. Anallergico e traspirante, non si carica elettrostaticamente.

A strati combinati. Molte le varietà in commercio di materassi-sandwich a base di lana, cotone o lattice, con aggiunta di strati di cocco, crine, segale, torba ecc. Sostanze naturali della tradizione, che vengono riproposte (opportunamente sterilizzate) per garantire ancora più comfort. Chi ha provato il sonno su questi “combi-materassi” sostiene che, oltre a calibrare perfettamente l’appoggio della schiena, possono aiutare a prevenire le malattie reumatiche, favorire il metabolismo e riattivare la circolazione.

 

Due materassi matrimoniali
Se il riposo è hi tech

Se i tradizionali materassi a molle metalliche e poliuretano stanno scomparendo non per questo chi ci si era abituato deve disperare. Tutt’altro. La generazione più recente è a molle insacchettate. Ogni molla è indipendente e inserita in un tessuto anallergico e resistente. Si ottiene così un supporto anatomico, che garantisce anche una minor incidenza dei flussi elettromagnetici attraverso la parte metallica.

Le fibre tecniche. Le cosiddette “visco-elastiche”, che molti conosco con il nome di Memory foam, sono fibre sintetiche di nuova concezione, anallergiche, antibatteriche e traspiranti, che reagiscono al calore corporeo assumendone la forma, per poi tornare a quella di partenza, senza deformarsi.

La parola “memory” allude proprio al fatto che le microcelle del materiale assecondano i movimenti del corpo, ma tengono “in memoria” la forma base una volta che ci si alza. Tanti i marchi che si affiancano al Memory (con stesse caratteristiche): Bodyform, Myform, Tem­pur e altri. 

Waterlily: imbottitura elastica e riciclabile composta di una miscela di materie prime che hanno come reagente principale l’acqua invece dei gas utilizzati nei classici processi di schiumatura (come i Cfc).

Aquacell: schiuma poliuretanica a base acquosa, a cellula aperta, che impiega in gran parte polimeri di origine vegetale.

 

Immagine di pannello giapponese
I pannelli giapponesi

Si chiamano così i tradizionali pannelli giapponesi in paglia di riso pressata e ricoperta da soffice giunco, con i profili bordati da un nastro di lino nero. Utilizzati in Giappone per pavimentare le stanze, da chi ama lo stile orientale o quello più casual  i tatami sono adottati come supporti per i futon, al posto delle reti.

Molto utili per chi dorme sui soppalchi dove il tetto è basso. Eccellenti sistemi d’isolamento termo-acustico, vanno posati direttamente sul pavimento o, a incastro, nelle strutture dei letti di legno. Hanno un gradevole profumo che richiama la campagna e il bosco e sono resistenti all’usura.

 

Famiglia immersa nel sonno
Contro le interferenze ricorrenti

Tra le cose che più possono interferire con il sonno: umidità, rumori e l’inquinamento sottile dato dai campi elettrici e magnetici artificiali. Oltre ad arieggiare frequentemente e isolare pareti e soffitti (per i primi due disagi), può essere utile adottare un apparecchio che abbatte durante il sonno le onde elettromagnetiche che circondano l’abitazione o che sono generate da antenne, telefonini, computer o elettrodomestici addossati alla parete dove si dorme.

Si chiama Bioswitch, ovvero “disgiuntore di corrente”: va applicato in corrispondenza di ogni camera da letto ed entra in funzione quando si spegne l’ultima luce sul comodino, isolando elettricamente la stanza (vari modelli; info: www.lasaluteincasa.it/elettrosmog). L’impianto elettrico, secondo i bioarchitetti, va progettato  con forma stellare, ossia  non a cerchio chiuso intorno alla zona notte.

 

Letto con splendida biancheria
Le regole per il mantenimento
  • Adottare una fodera sfilabile e lavabile per il materasso, specie se naturale.
  • Arieggiare frequentemente, esponendo se possibile materasso e cuscini ai raggi diretti del sole (non il lattice).
  • Per lana e cotone: voltarli e scuoterli spesso, per evitare che le fibre si concentrino in certe zone o si appiattiscano in altre.
  • Usare reti a doghe di legno con listelli elastici e semirigidi tenuti da giunti in caucciù, per favorire il passaggio dell’aria tra supporto e materasso.
  • Prima dell’acquisto: chiedere di provare materasso e cuscino in negozio (consentito ormai ovunque).

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mamma con il suo bimbo a letto
Il modello ideale? Dal computer

Allo stress, ai rumori, all’inquinamento elettromagnetico e alla cattiva alimentazione, si aggiunge nella graduatoria dei possibili nemici del sonno sano e tranquillo il materasso, con i suoi “corollari” cuscino e rete.

Autorevoli istituti di ricerca italiani, statunitensi e francesi hanno dimostrato in questi anni che se un materasso non è adeguato al peso e alla conformazione della propria colonna vertebrale o è troppo vecchio e malconcio può causare gravi danni alla postura, oltre a lasciare tracce indelebili sull’umore e sulla capacità produttiva dell’individuo.

Ogni materasso offre un tipo diverso di portanza e di comfort: si passa dal modello più soffice, per chi ha la colonna vertebrale meno giovane ed elastica o ha problemi di lordosi o cifosi, a quello più rigido e compatto per schiene agili e senza sofferenze di postura.  In ogni caso: tutti gli esperti concordano sul fatto che il materasso deve sostenere senza far affondare e garantire alla colonna il mantenimento della sua forma a sinusoide.

Per gli incerti: ci sono centri specializzati con programmi al computer in grado di individuare l’adeguata conformazione per il riposo nella zona lombare e quella cervicale. Per dormire bene, sostengono, serve un supporto in grado di assecondare le naturali curvature della colonna e garantire il riequilibrio dell’intero sistema muscolare. Il test si effettua sdraiati su un apposito lettino dotato di sensori; utile anche nella realizzazione di materassi matrimoniali per ottenere parametri differenziati nelle due parti dell’imbottitura.

Per trovare nella propria zona  il centro specializzato in regolazione del sonno visitare il sito www.morfeodormiresano.it oppure rivolgersi alla Asl locale.

 

Donna incinta riposa nel suo letto
La vecchia lana rimane economica

I prezzi dei materassi sono molto diversificati e dipendono da tanti fattori: misure, composizione, rivestimenti. Per un singolo cm 80x190:

  • in poliuretano, con molle d’acciaio temperato insacchettate: da 349 euro (ma si arriva ai 980 euro per uno a sostegno differenziato lombare-cervicale);
  • in lattice: da 430 euro (per quelli a micro-cellule con rivestimenti speciali si sale oltre i 630, fino ai 1.080 per quelli con strati in lana merino e cachemire);
  • di cotone: il futon base costa da 260 euro (il prezzo sale se con strato di lattice interno ecc.);
  • di lana: secondo il peso, può costare da 150 euro se fatto da un artigiano (per bordature e lavorazioni più raffinate il costo sale). Per ricardarne uno vecchio: 5-10 euro al kg;
  • a strati combinati: a partire dai 6-700 euro;con imbottitura tecnica: da 620 a oltre 1.000 euro,  a seconda della schiuma e del coprimaterasso impiegati;
  • sistemi integrati: da 1.300 euro;
  • rete: dai 400 euro, con struttura metallica, ai 600 e oltre con struttura in legno. Le doghe sono sempre in legno lamellare;
  • cuscino: da 20 euro per il tipo base, fino ai 70 di un lattice sagomato e integrato con “salsicciotto” per cervicale;
  • tatami 90x200: da 120 euro.